Pralina: fuoriclasse di innovazione grazie alla blockchain

  • 18 Agosto 2020
  • Scritto da: The Secret Sanctum Team

La storia

 

Pralina nasce a Melpignano, in provincia di Lecce, nel 1991 da un’idea della lucchese Lisella Dal Porto che con un gruppo di amici decide di dare avvio al suo progetto: un laboratorio artigianale in cui si preparano sughi pronti, salse, creme e condimenti. Sono giovani brillanti professionisti laureati in Scienze Biologiche (alcuni di loro sono ancora nel cda), molto attenti a concetti quali tradizione, valorizzazione del territorio, biodiversità, sostenibilità ambientale.

L’attenzione a tutto ciò che è naturale è racchiusa anche nel nome (Pr. Ali. Na. sta per Prodotti Alimentari Naturali). Il DNA aziendale viene dunque tracciato fin dalla fondazione.

Gli affari vanno bene, i prodotti vengono apprezzati da un pubblico di consumatori sempre più ampio, pian piano cresce così in azienda la voglia di far conoscere le proprie prelibatezze anche al di fuori dai propri confini. Iniziano le esportazioni nei mercati esteri. Oggi Pralina esporta in 23 paesi.

A spiegarmi tutto è Valentina Avantaggiato, responsabile marketing dell’azienda e figlia della fondatrice e tutt’ora Amministratore Unico della società, la dottoressa Dal Porto. Valentina è dunque la seconda generazione in azienda, quella seconda generazione formata da manager visionari, preparati e colti, capaci di portare le aziende di famiglia, ancorché solide e vincenti, ad un livello superiore.

E’ infatti con l’ingresso di Valentina in azienda che le cose cominciano a prendere la direzione dell’innovazione. Valentina, con alle spalle una laurea con 100 e lode in Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna, un Master erogato dal Collegio Europeo di Parma, patria dell’agrifood tech italiano, e forte di esperienze aziendali in società di consulenza mondiali del calibro di PricewaterhouseCoopers, introduce in Pralina una serie di innovazioni che la porteranno ad essere una delle prime al mondo ad utilizzare la tecnologia Blockchain nell’industria alimentare.

 

La tecnologia Blockchain

Ammetto la mia ignoranza. Avevo sempre associato la blockchain alle criptovalute: bitcoin, Ethereum, litecoin… Ma la dottoressa Avantaggiato mi spiega che, nel caso di Pralina si tratta di una scelta per siglare indelebilmente un patto di fiducia con il consumatore, per mostrargli in maniera del tutto trasparente il processo produttivo dei loro prodotti.

In pratica, su ogni confezione Pralina (per il momento solo per la linea delle Biodiverse) è presente un codice simile al QR code.

Scansionandolo con un QR Reader, non si viene rimandati al sito o a contenuti aggiuntivi sulla storia dell’azienda, come ci si aspetterebbe, ma si accede a tutta la catena di produzione di quel preciso prodotto che si sta mangiando. Se mangio una crema di piselli e timo di Pralina, posso vedere con i miei occhi come è giunta alla mia tavola: vedo i campi in cui sono stati seminati i piselli, vedo i contadini che li hanno coltivati e raccolti (conoscendone nomi, volti, aziende agricole, criteri di produzione rigorosamente chemical-free), vedo le cassette di piselli freschi giungere in Pralina, vedo quando vengono lavati e cucinati dallo staff di Pralina, quando vengono invasati, sterilizzati ed etichettati. Vedo anche la fase di spedizione al retail. In questi tempi, in cui le truffe legate al biologico sono all’ordine del giorno, e le sofisticazioni alimentari pure, non è poco avere la certezza di cosa mangio. La tecnologia Blockchain è infatti un sistema di registro digitale, decentralizzato e condiviso, che cristallizza le informazioni e le rende immodificabili. Funziona come una catena di informazioni, nel momento in cui c’è qualcosa che non va, o nel momento in cui qualcuno cerca di modificare un anello della catena, tutta la catena salta. Non si può ritornare sui propri passi, cambiare idea, modificare il proprio racconto, fare diversamente da come si è pattuito. È tutto immodificabile.  Questa tecnologia è molto più di una semplice certificazione. E va molto oltre la tracciabilità di filiera. Va anche molto oltre lo storytelling aziendale.

La Blockchain infatti permette al consumatore di scoprire, ad esempio, che la vellutata ai ceci di Pralina è prodotta con ceci coltivati in assenza di irrigazione, informazione a cui non avrebbe avuto altrimenti accesso. Oppure si pensi al consumatore estero: lontanissimo da un’educazione alimentare come la nostra, può rendersi edotto delle varie tipologie di cultivar italiane. È anche così che si può tutelare efficacemente il Made in Italy all’estero. Vedendo con i propri occhi che ciò che si sta mangiando è davvero stato coltivato e trasformato in Italia con il savoir faire italiano e apprezzando con il proprio palato l’inconfondibile gusto italiano.

«Non c’è alcuna normativa che obbliga a certificare la tracciabilità di filiera con questa tecnologia –spiega la dottoressa Avantaggiato–  la nostra è una libera scelta etica di trasparenza che mira a gettare le basi di un rapporto solido di fiducia tra produttore e consumatore>>.

 

I prodotti

Linea Pralina

È tutto cominciato da qui: sughi, condimenti, creme e paté per bruschette.

Di questa linea fanno parte:

  • I sughi pronti: alle olive, ai peperoni, alla rucola, ai funghi porcini, il ragù alla bolognese, il sugo alle vongole;
  • I pesti: il pesto di rucola, il pesto di cime di rapa;
  • I sottoli: zucchine, melanzane, funghi e zucchine, funghi e guanciale, carciofi, finocchietto e sarde;
  • Le creme e i paté per le bruschette: crema carciofi e aglio, crema di peperoncino piccante, crema di pomodori secchi piccante, paté di peperoni, di pomodori secchi…
  • Le marmellate. Soprattutto non mancano le marmellate dei frutti più tipici del territorio: fichi e mele cotogne.

Parliamo per questa linea dei grandi classici della gastronomia e dell’industria alimentare pugliese.

 

Linea I Bio

 

È la linea biologica di Pralina, certificata. Ci sono essenzialmente sughi pronti (salsa di pomodoro, sugo alla rucola, alle olive, alle melanzane, ai peperoni, all’arrabbiata) e paté (di funghi, di melanzane, di pomodori secchi, di carciofi). Tutto biologico.

 

Linea Le Biodiverse

Nel 2016 sono nate le Biodiverse, zuppe e vellutate a base di legumi che valorizzano le antiche varietà di cereali e di legumi del territorio salentino e offrono un alimento funzionale e bilanciato.

Sono zuppe e vellutate dai sapori intensi e genuini, tracciate con la tecnologia Blockchain e disponibili, attraverso l’e-shop aziendale e attraverso Amazon, in tutto il mondo. Le Biodiverse sono nate per soddisfare un consumatore critico e attento, che desidera un’alimentazione bilanciata e nutriente, ma non ha il tempo di cucinare. È per chi desidera fare una pausa pranzo gustosa e sana ad un costo francamente più che accettabile. Si possono consumare in ufficio, perché sono confezionate in vasetti di vetro monoporzione. Il tutto con la garanzia di consumare un alimento di altissima qualità, che può essere conservato anche per 24 mesi grazie alla sterilizzazione effettuata attraverso un processo termico, senza l’aggiunta di alcun conservante o additivo.  

Della linea Le Biodiverse fanno parte:

  • Le zuppe: Piselli, grano saragolla e timo; Farro, lenticchie e canapa;  Cime di Rapa e ceci; Zucca, patate e zenzero; Cime di rapa e ceci;
  • Le vellutate: Fave e cicorie; Cicerchia e pomodori secchi; Ceci e rosmarino; Ceci neri e alloro; Piselli e timo.

Come vedremo meglio più avanti, le Biodiverse sono nate per valorizzare la biodiversità del territorio e per tutelare cultivar dimenticate come il cece nero o il grano saragolla, varietà tradizionali di queste terre.

 

Linea Il Piccolo Bio

È l’ultima nata in casa Pralina. Una linea interamente dedicata ai più piccoli e destinata a quella particolare fase dei nostri bambini che è lo svezzamento.

Il Piccolo Bio è una linea di baby-food 100% biologica, a base di legumi e verdure, fonti di  proteine vegetali, senza aggiunta di sale o zucchero, e senza additivi e conservanti. Vuole essere, e lo è davvero, l’alternativa al baby-food biologico industriale della GDO che di biologico ha ben poco. Pralina infatti utilizza solo prodotti a km 0 certificati. Per insaporire le pappe  (sughi o puree) vengono utilizzate le erbe aromatiche del Salento: timo, origano, basilico, prezzemolo. La scelta di queste erbe serve ad arricchire il sapore dei preparati, senza dover indulgere all’aggiunta di sale o zuccheri, e oltretutto abituano il palato dei più piccini a un sapore più deciso, senza compromessi. L’educazione alimentare passa anche da qui.

Linea Ristorante Italiano

È la linea di sughi pronti dedicata alla GDO nel mercato estero. In seguito al grande successo nel mercato Usa la linea è stata inserita in via continuativa nei negozi della catena Kings Store.

 

 

B2B

Linee di prodotto a marchio dei distributori (B2B)

Pralina è certificata con lo Standard IFS International Food Standard rev. 5 con higher level per gli audit di prodotto a marchi dei distributori. Per questo c’è un’intera linea dedicata alla produzione per private label internazionali e domestiche.

 

Gli accordi più importanti per la realizzazione di prodotti per altri marchi sono:

 

  • Zuegg, accordo per la realizzazione di vellutate a base di vegetali e legumi a marchio  Zuegg

 

 

 

 

  • Harvey Nichols, accordo per la realizzazione di un Pesto di pomodori secchi a marchio Harvey Nichols.

  • Dunnes Stores, Irlanda, accordo per la realizzazione di sughi pronti per la linea Simply Better

 

 

 

 

  • Sabato, Nuova Zelanda, accordo per la realizzazione di sughi per la pasta, creme e patè per bruschette e pesti.

 

 

  • Simon Johnson, Australia, accord per la realizzazione di sughi per la pasta.

 

 

  • Sienna and Friends, Belgio, accordo per la realizzazione di una linea di babyfood, molto speziata, studiata per preparare i bambini ai sapori forti.

 

 

 

 

  • Granoro, accordo per la realizzazione di sughi pronti.

 

 

Politiche Commerciali, di Marketing e di Comunicazione

La divisione commerciale e marketing dell’azienda è sempre stata seguita in prima persona dalla fondatrice, la dottoressa Dal Porto, che non ha mai amato le politiche commerciali d’assalto. Di fatto Pralina, a tutt’oggi, nonostante i suoi due milioni di fatturato, non ha una rete di agenti commerciali.

<<Lo strumento di vendita più utilizzato da sempre in questa azienda sono state le fiere>> spiega la dottoressa Avantaggiato. <<In questo modo ci hanno sempre trovato tutti, anche i grandi clienti, i clienti storici >>.

Stiamo parlando delle fiere più importanti del mondo: il Sial di Parigi, Anuga in Germania, Nordic Organic Food di Malmo, Bio Beurs nei Paesi Bassi…  Ciò non di meno, da un anno Pralina ha inserito in organico un nuovo direttore commerciale, che sta introducendo, un po’ per volta, nuovi criteri nelle politiche di vendita.

Novità anche sul fronte della Comunicazione e del Marketing. Di recente l’azienda ha preso a condividere con tutti gli stakeholder la propria visione, la propria missione e i propri valori. Benchè infatti l’azienda sia sempre stata quella che è ancora oggi, di fatto non l’aveva mai raccontato a nessuno. Oggi, proprio grazie al lavoro di Valentina, si cerca di dare un volto nuovo a Pralina, partendo dal restyling del sito, passando per le grafiche più attrattive per il packaging aziendale, e finendo con lo storytelling aziendale affidato ad una serie di influencer digitali di prima qualità.

 

Certificazioni

Dal 1997 Pralina ha adottato un suo Manuale Aziendale di Autocontrollo dell’Igiene in cui sono previste le regole interne per garantire il massimo grado di igiene e sicurezza dei suoi prodotti, delle attrezzature, dei macchinari di reparto e degli operatori.

Nel 2000 l’azienda ha ottenuto la certificazione ISO 9001: 2000 relativa al sistema di gestione qualità, continuando così il suo percorso di ricerca della qualità non solo per i prodotti ma anche per l’organizzazione produttiva e aziendale, costantemente tesa alla soddisfazione del cliente.

Nel 2007 ha ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001: 2004 a testimonianza della forte tensione dell’azienda al miglioramento della propria credibilità di produttore affidabile e responsabile.

Nel 2008 Pralina ha ottenuto, ai sensi del Regolamento CE n. 853 /2004, il riconoscimento comunitario per l’attività di conserve di carne, pesce, prodotti lattiero-caseari e ovoprodotti con l’APPROVAL NUMBER E9V7F.

Nel 2012 ha conseguito le certificazioni:

  • Standard Globale BRC British Retail Consortium GSFS rev. 6 per la Sicurezza Alimentare con grado A
  • Standard IFS International Food Standard rev. 5 con higher level per gli audit di prodotto a marchi dei distributori.
  • Pralina è anche certificata per produzioni biologiche.

 

Certificazioni religiose

Pr.Ali.Na. S.r.l. ha dei criteri di sanificazione, di pulizia e di igiene di così elevato standard da essere un’azienda appetibile anche per le private label con certificazioni religiose come quella Kosher o halal, le più rigide in tema di igiene. Diverse sono state le referenze introdotte nel mercato internazionale (europeo e statunitense) di prodotti halal o kosher.

 

Risultati

Oggi Pralina è un’azienda che fattura oltre due milioni di euro, ha 12 dipendenti ed esporta in 23 paesi. Nel 2019 ha immesso nei vari mercati 561.797 Kg di prodotto.

La crescita è stata guidata da una forte domanda finale di consumo, sia nei mercati consolidati (Europa e Usa) sia in quelli emergenti (Emirati Arabi, Cina). È riuscita a prosperare in un mercato economico globale da diversi anni ristagnante e anche nel corso del 2020, in piena emergenza Covid, ha dimostrato una forte abilità ad operare con successo in un mercato praticamente immobile.

 

Responsabilità sociale di impresa

In Pralina si coniugano responsabilità aziendale e responsabilità sociale, rispetto per la comunità locale e rispetto per la più ampia comunità internazionale. E il rispetto non è solo accettazione di regole, è anche azione propositiva per introdurre un progresso a beneficio di tutti. La responsabilità sociale d’impresa è infatti strettamente legata al sistema di relazioni che l’impresa allaccia con i propri dipendenti, con i propri fornitori, con le istituzioni, con la società, l’ambiente, gli investitori, i clienti. Le aziende producono e distribuiscono valore, ma lo devono fare nel rispetto dell’universo (persone e cose) in cui operano. Pralina è molto attiva in questo senso. Vediamo nello specifico come agisce.

 

Territorio

<<Il cibo è per noi uno strumento per raccontare la storia contadina della nostra terra con il suo carico di valori>> dice la Avantaggiato. In effetti, grazie alla tecnologia Blockchain chiunque può accedere al racconto di un territorio che non è solo mare (il mare del Salento è uno dei più belli del mondo, si pensi che uno dei suoi tratti di costa viene definito Le Maldive del Sud), ma è anche terra, una terra ricca di biodiversità, un vero e proprio scrigno di prodotti con forte identità locale, frutto di selezione da parte di giovani generazioni di sapienti agricoltori che hanno inserito le cultivar che meglio rispondono alla conformazione geomorfologica e climatica del territorio.

Negli ultimi anni sono stati messi a dimora, in terreni molto spesso abbandonati, diverse varietà di grani antichi che sono diventati il mezzo per far rinascere una cultura naturale e sostenibile. In questo territorio sono numerose le giovani cooperative di ragazzi che dedicano tempo ed energia a questa sperimentazione e riprendono in mano il lavoro dei campi in maniera totalmente diversa rispetto ai loro padri. Non si tratta più di colture intensive che depauperano il suolo, ma anzi, esattamente al contrario, si tratta di colture che il suolo lo arricchiscono.

Infine, la scelta di coltivare grani antichi non è dettata da ragioni di marketing, quanto piuttosto da ragioni di sostenibilità ambientale, di sicurezza alimentare e di gusto. Infatti, le varietà di grano “moderno” a coltivazione intensiva erano nate negli ultimi decenni espressamente per rispondere alle esigenze dell’industria alimentare, che ha bisogno di farine forti (quindi ad alto indice di glutine, e quindi dannose), perché possono essere lavorate velocemente e ad alte temperature per accorciare i processi produttivi. I grani antichi messi a dimora nei campi salentini, invece, sono tutte varietà autoctone che venivano coltivate prima che si iniziasse a selezionare i grani per fini industriali.

Il tutto con buona pace del sapore, che finalmente viene recuperato.

 

Economia locale

Nell’ottica della responsabilità sociale d’impresa, non conta solo il rapporto con il territorio in cui l’azienda si trova, ma importantissimo è anche il ruolo dell’azienda nel contesto della comunità in cui si inserisce. Così come Pralina ritiene che sia dovere dell’azienda restituire alla terra, arricchendola, ciò che alla terra toglie, allo stesso modo ritiene che la sua crescita economica e i suoi profitti non possano andare a discapito della comunità di persone che sullo stesso territorio vivono e operano.

Ecco perché l’azienda ha messo a punto uno specifico progetto, legato alle Biodiverse, nato espressamente allo scopo di sostenere l’intera economia locale.

Come abbiamo visto, l’azienda ha lavorato sempre nell’ottica di utilizzare le risorse del territorio in cui è insediata, per cui ha deciso di rendere i legumi e i cereali antichi del suo territorio gli ingredienti principali di una nuova ricettazione, che trova sbocco appunto nella nuova linea delle Biodiverse.

Ha quindi stretto un patto con gli agricoltori della zona, patto cementificato grazie alla tecnologia Blockchain, che altro non è che è un vero e proprio patto di sostegno all’economia del territorio.

In pratica, Pralina si impegna ad acquistare la materia prima, ad un prezzo stabilito, da una serie di coltivatori del luogo, e i coltivatori, da parte loro, si impegnano a riconvertire i campi abbandonati in terreni di coltivazione di varietà autoctone e si impegnano a non utilizzare fertilizzanti o pesticidi. Pralina effettua controlli a campione per verificare che il patto venga rispettato.

La tecnologia Blockchain rende visibile e trasparente a tutti (anche al consumatore) questo reciproco patto, che genera crescita del territorio e della sua economia.

Non è escluso che l’azienda decida di applicare la blockchain anche ad altre linee di produzione, dopo averne studiato l’impatto e verificato il successo di questo progetto pilota.

 

Ambiente

Il modo responsabile di operare di Pralina, si riflette anche sull’ambiente.

Procurarsi materie prime del territorio è infatti a impatto zero. Non ci sono camion che arrivano in azienda stracarichi di merce dopo aver percorso chilometri e chilometri e consumato anidride carbonica, metano o altri gas. Pralina ha adottato efficacemente un modello di business che riduce notevolmente le emissioni di inquinanti del sistema ambiente e l’effetto serra: tutto è a km 0.

Come abbiamo visto, la provenienza delle materie prime non è nemmeno legata allo sfruttamento, depauperamento o inquinamento del territorio d’origine.

Inoltre, anche l’impatto ambientale della produzione è ridotto al minimo. Sono stati introdotti infatti in azienda criteri di efficienza energetica, di ottimizzazione dei cicli di produzione, e di riduzione dei consumi che uniscono il rispetto dell’ambiente ad un risparmio per l’azienda.

 

 

Lo stesso vale per la gestione dei rifiuti nel momento in cui si prediligono materiali ecologici e riciclabili come la carta e il vetro.

Pralina ha abolito al 100% la plastica.

 

Dipendenti

Anche in tema di responsabilità sociale nei confronti dei dipendenti, Pralina è attenta. Ha una politica aziendale di non discriminazione che abbraccia non solo l’identità di genere, ma anche la razza e l’orientamento sessuale. Tali diversità sono tutte equamente rappresentate in azienda.

 

Cultura e Sport

Diversi sono gli eventi culturali o sportivi che negli anni sono stati sostenuti da Pralina, dalla sponsorizzazione della squadra calcio locale, alla fornitura (fino a qualche anno fa) di buffet destinati agli artisti nel backstage della Notte della Taranta.

 

Conclusioni

In qualità di attore che opera nel settore del consumo critico e consapevole, Pralina ha dimostrato al mondo intero che un’azienda non può avere solo l’obiettivo del profitto, ma deve sapersi rendere protagonista della vita sociale, culturale ed economica della comunità in cui è attiva. La Responsabilità sociale d’impresa è una leva competitiva importantissima soprattutto se l’azienda, esattamente come ha fatto Pralina, sviluppa il proprio business in coerenza con un preciso modello di sostenibilità. Pralina è una realtà imprenditoriale vincente, in continua espansione e con una particolare carica di autenticità che la rende una gemma rara nel settore industriale e nel preciso territorio in cui opera. Una realtà da cui imparare.

 

© Tutti i diritti riservati.

guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Shares