MINDFUL DRINKING: CHI SONO E COSA CERCANO I NUOVI BEVITORI CONSAPEVOLI

  • 23 Luglio 2020
  • Scritto da: Maria Teresa Moschillo

MINDFUL DRINKING: CHI SONO E COSA CERCANO I NUOVI BEVITORI CONSAPEVOLI

Cos’è il Mindful Drinking

Bere meno e bere meglio. È questo il principio alla base del Mindful Drinking, trend che si sta facendo largo tra i consumatori – contro ogni previsione, a partire proprio dai più giovani, i Millennials – e che sta imponendo alla drink industry un cambio di rotta ben preciso.

Sono sempre di più, infatti, i consumatori che, al bancone di un pub o al tavolino di un bar, si approcciano agli alcolici in modo più consapevole rispetto al passato. L’abuso di alcool nuoce alla salute, ma questa non è di certo una novità. Ciò che è cambiato, piuttosto, è l’atteggiamento del consumatore che ordina un drink: quali sono gli ingredienti con cui è stato preparato e da dove provengono? Qual è il suo impatto ambientale? Sono questi gli interrogativi che, al giorno d’oggi, si pongono i consumatori.

Il fenomeno dei mindful drinks quindi non ha nulla a che vedere con il diminuire l’apporto di alcol– che è solo una faccia della medaglia – ma rappresenta una svolta in piena regola nell’approccio di chi beve: più etico, più responsabile, più attento. Un cambiamento a cui i rivenditori e i produttori stanno cercando di adeguarsi il più velocemente possibile, riadattando la loro produzione a una domanda sempre più in crescita. È un cambiamento comportamentale di abbandono delle abitudini di abbuffata e di desiderio di bevande di “migliore qualità” che si allinea al consumo consapevole. I nuovi “bevitori consapevoli” sorseggiano birre analcoliche, vini biologici, sidri e cocktail a base di erbe. Si premurano che gli imballaggi siano ecosostenibili e che le filiere di produzione che sostengono ordinando un semplice drink non impattino sull’ecosistema del pianeta.

 

Le origini del Mindful Drinking

Ma procediamo con ordine. Il Mindful Drinking è nato alcuni anni fa negli Stati Uniti ed è diventato popolare in tutto il mondo partendo dal CLUB SÖDA di New York, un circolo sociale che riunisce persone intenzionate a ridurre il loro consumo di alcolici. Il termine Mindful Drinking è stato coniato dalla giornalista Rosamund Dean, che nel 2017 ha pubblicato un libro interamente dedicato a questo fenomeno, Mindful Drinking: How Cutting Down Can Change Your Life. A partire dal CLUB SÖDA, sempre più club e circoli privati hanno iniziato a organizzare eventi analcolici, finalizzati a spingere i loro membri a bere meno e, soprattutto, in modo più consapevole.

Negli anni, il Mindful Drinking è diventato un vero e proprio trend, sostenuto dalla decisa ascesa di uno stile di vita sempre più healthy ed etico. Lo dimostra la grande affluenza ai festival che, ormai, si tengono ogni anno in tutto il mondo, dal Club Soda Mindful Drinking Festival di Londra al Naked Drink Scandinavia ospitato da Malmö, in Svezia.

Qual è la risposta dei produttori? Principalmente, puntare alla qualità e all’eticità del biologico e dell’ecosostenibile, lanciando sul mercato prodotti ricercati come vini biodinamici, bevande artigianali senza alcool, bevande fermentate come kombucha, kvas e jun (meglio noto quest’ultimo come lo champagne dei kombucha) diversificando sempre più l’offerta.

 

Il mercato dei Mindful Drinks

Secondo alcune statistiche riportate da Mindfuldrinkingfestival.com, le birre analcoliche o a bassa gradazione sono in questo momento le leader del mercato. Stando ai più recenti dati Nielsen, per esempio, nel Regno Unito le vendite di birre analcoliche e sidri analcolici sono aumentate del 28,4% nel 2019 per un introito complessivo di 61 milioni di sterline. Anche in Germania, patria della birra, 1 birra venduta su 15 non contiene alcool. In Spagna, le birre analcoliche rappresentano invece il 14% di tutte le vendite.

Sono in espansione anche i drink vegani (si tratta principalmente di distillati analcolici) e i vini analcolici, con bassa gradazione oppure ecosostenibili. Cresce, infatti, il consumo di vini biologici, naturali e biodinamici, prodotti con uve coltivate, con metodi di agricoltura biologici e con una limitatissima quantità di solfiti, ovviamente nel pieno rispetto del corso della natura.

Stando ai dati divulgati da FederBio, 1/3 dei vigneti biologici europei si trova in Italia, con un aumento della superficie a essi dedicati del 23,8% a livello nazionale a partire dal 2016. Le vendite sono aumentate sia nei supermercati che nelle enoteche, ma anche in termini di vendite dirette nelle strutture ricettive. I mercati più rilevanti sono Germania, Stati Uniti, Svezia, Canada, Svizzera e Cina, seguiti in misura minore da Regno Unito e Giappone.

 

Conclusioni

Il Mindful Drinking è il contraltare del Binge Drinking. Scegliere attentamente cosa e quanto bere fa la differenza e restituisce al rapporto del consumatore con gli alcolici lo status di piacere, svincolandolo da ogni obbligo sociale e dalla mera “abbuffata”, con tutti gli effetti che ne derivano per la salute e, nondimeno, in termini di sostenibilità.

 

 

 

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