Microinfluencer al microscopio

  • 5 Gennaio 2021
  • Scritto da: Emmalena L. Ellis

tavolo di lavoro bogger

Foto di DarkmoonArt_de da Pixabay

 

Il marketing digitale ha sempre seguito il percorso familiare dei canali di marketing tradizionali. Tuttavia, se in passato, in tema di marketing di influenza, le strategie tendevano a essere delegate a star tv o giornalisti e redattori di riviste leader, e benchè queste fonti continuino ad essere rilevanti e importanti per la creazione di un’identità di marca, i marketeer devono oggi essere molto vigili nel riconoscere come l’attenzione del consumatore possa essere influenzata anche da fonti esterne al cosiddetto mainstream.

Oggi la decisione d’acquisto passa anche da recensioni di prodotti fatte dagli stessi consumatori, da professionisti, da esperti di settore o blogger molto creativi. Non solo dalle star provenienti dal mondo della comunicazione dunque, ma anche da persone autentiche, reali.

È importante chiarire però che ciò non significa che l’utilizzo di tali pratiche sia un modo sicuro per garantire le vendite. Ma con un mercato così vasto da coprire, con oltre il 40% del solo e-commerce proveniente da Amazon, è fondamentale, laddove possibile, fare leva sul modo in cui il prodotto influenza emotivamente il consumatore e offrirgli ciò di cui è alla ricerca.

In parole povere, una buona strategia di marketing deve necessariamente passare attraverso la costruzione di relazioni solide e dirette con il proprio pubblico.

 

Posizionare il proprio brand in Rete

I risultati ottenuti dai grandi brand, che possono contare su budget pressocchè illimitati, possono apparire irraggiungibili dai brand dalle risorse più limitate. Tuttavia, i marketeer che gestiscono brand di dimensioni non paragonabili ai giganti dell’economia non devono preoccuparsi di non poter investire su influencer che hanno già raggiunto una ampia notorietà e che hanno quindi un costo alto. Indipendentemente dal settore in cui opera, e dalle dimensioni di business, ogni azienda, è e sarà sempre in competizione con altre per ottenere più traffico, più follower e più conversioni. Quindi, il modo migliore per dimostrare i suoi punti di forza, e ampliare le vendite, è semplicemente trovare un terreno comune con il suo pubblico di destinazione.

È questa la chiave di volta tra vecchia e nuova maniera di fare influencer marketing. Oggi anche i brand più piccoli possono creare efficaci strategie di marketing senza per questo dover investire budget milionari.

 

Promuovere vuol dire emozionare

Come si può entrare in contatto con il proprio mercato?

Uno dei motivi per cui le persone apprezzano o seguono una pagina è dovuto al modo in cui questa aderisce ai loro valori, ai loro ideali e ai loro interessi. La faccenda potrebbe apparire complicata, perché le persone sono molto diverse tra loro. Eppure, benchè ogni consumatore sia diverso, per tutti l’emozione gioca un ruolo molto importante.

Se da un lato è vero che molte aziende con budget importanti possono ottenere ottimi risultati promuovendo i prodotti con le star dei social media e le celebrità, quelle con milioni di like e follower, è anche vero che aziende con budget molto contenuti possono ottenere risultati altrettanto eccellenti mantenendo stabile e reale la realzione con i propri clienti, e lavorando per guadagnarsi la loro fiducia.

Ecco perché i micro-influencer sono diventati un vero punto di svolta.

Benchè abbiano un seguito minore, i micro-influencer sono di solito i primi consumatori dei brand che amano.

C’è un pubblico immensamente ampio là fuori che sta solo aspettando di scoprire il tuo prodotto.

 

Feedback onesti

Coinvolgere un microinfluencer darà sicuramente ai brand e ai suoi consumatori molti vantaggi: le raccomandazioni personali e le recensioni sono sicuramente più autentiche, soprattutto se paragonate alle testimonianze di celebrità sempre più spesso pagate profumatamente. Inoltre, i micro-influencer hanno relazioni più solide con la loro base di follower, generando così tassi di coinvolgimento più elevati rispetto alle pubblicità mainstream.

I consumatori del settore del consumo critico cercano informazioni reali sui prodotti e diffidano di comunicazioni commerciali o irrilevanti per loro. Quindi, se sei un marketeer, prima di iniziare, cerca attentamente chi è più interessato là fuori a ciò che hai da offrire e vedrai che sarà disposto a “spargere la voce” e a raccontare la tua storia. I consumatori critici sono mossi da spirito di condivisione reale.

In questo modo, dato che sarai in grado di mettere a frutto i tuoi sforzi, smetterai di dover brancolare nel buio a caccia di clienti, e quindi canalizzerai, su un mezzo affidabile, le tue azioni verso un pubblico più pertinente.

 

Trovare il blogger per te

Il terreno dell’influencer marketing è un campo minato, ci sono molti rischi in agguato: potresti imbatterti in blogger poco seri, in blogger che inseguono solo le vanity metrics (blogger che vanno solo a caccia di like), blogger con audience finte, blogger che fanno uso di bot, blogger a cui non interessano le tue strategie cmmerciali, ma solo i tuoi prodotti…

E poi ci sono le sanzioni, sì le sanzioni, pesantissime e retroattive, per tutti: per i blogger ma anche per le aziende.

Sai ad esempio che l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria in Italia controlla continuamente blogger e aziende e le ingiunzioni fioccano?

Per coloro che ancora non credono che le collaborazioni con  le blogger possono causare sanzioni pesanti e retroattive non solo alle blogger ma anche alle aziende, si guardi il caso dei biscotti Oreo, prodotti da Mondelez Italia Srl, che ha ricevuto un’ingiunzione dallo IAP il 22 ottobre scorso perchè alcune blogger coinvolte nella campagna “#liberailtuostileOreoincucina”  hanno veicolato contenuti promozionali relativi ai biscotti Oreo che non sono risultati espliciti e riconoscibili dal pubblico.

Questo il testo dell’ingiunzione dello IAP: “I contenuti in questione mostrano le foto di vari dessert preparati sulla base di ricette che prevedono l’utilizzo dei biscotti Oreo e hanno tutti la medesima impostazione, in quanto nella descrizione della foto presentano il dolce realizzato come risultato di ricette illustrate nelle stories. Si tratta di comunicazioni che veicolano un contenuto eminentemente promozionale dei prodotti e del brand indicato, che non risulta però sufficientemente esplicito e dunque immediatamente riconoscibile come tale dal pubblico. Il solo tag all’account dell’azienda @oreo_italia e gli l’hashtag #oreoitalia, e #liberailtuostileOreoincucina non possono essere considerati, ad avviso del Comitato di Controllo, elementi idonei a rendere inequivocabile l’identificazione di tali contenuti come frutto di un accordo di natura commerciale con l’inserzionista.”

L’attività di Influencer Marketing richiede competenze professionali molto serie, la soluzione migliore è quella di scegliere partner affidabili.

Ormai nel panorama IT ci sono diverse decine di migliaia (ripeto: deccine di migliaia) di piattaforme di Influencer Marekting. Anche queste non sono la soluzione, perchè si tratta di macchine che fanno lavorare gli algoritmi.

The Secret Sanctum è l’unico operatore di Influencer Marketing ad avere un approccio consultativo con le aziende, con un preponderante intervento umano, e con una rete di content creator di altissimo profilo e di grande serietà, professionalmente competenti e prepararti a lavorare con ogni realtà nel rispetto dei requisiti di legge e nel rispetto del Brand.

 

 

 

guest
1 Comment
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
Fiorella
3 anni fa

Condivido appieno e proprio per questo ho deciso di dedicare al mondo #microinfluencermarketing il mio lavoro!

Shares